Un puzzle sempre più complesso

Acqua. Una creatura che sembra trascinarsi nella corrente. Il volto grigio di un uomo. Una figura stesa su un letto.
I sogni di Ziva non sono mai troppo dettagliati, vanno interpretati. L'unica certezza che ha la ragazza è che questi sogni arrivano sempre nel momento "giusto". 
Come è successo per la miniera e come è successo per il Maniero Wescote.
Anche Ludmilla pensa ci sia qualcosa di collegato, ma quella mattina le due amiche non hanno ancora sufficienti strumenti per capire il significato di quelle visioni.


La taverna è affollata, ma non c'è tempo per fermarsi (e nemmeno la voglia a onor del vero) e i nostri si avviano lesti attraverso le stradine di Victal, diretti al tempio di Lugh. Le poche case del villaggio sono decorate e colorate, con altissimi tetti spioventi pronti a sostenere il peso delle abbondanti nevicate del luogo. Sarebbero anche graziose, se non fosse per l'atmosfera opprimente che aleggia su tutto il paese e negli occhi dei popolani. 

Anche il tempio ha un'aura grigia. La struttura è spartana e semplice e l'unico elemento interessante è la grande scultura a forma di stella a 8 punte che si trova proprio lì davanti.
Sir Sigmund e Alton si avviano all'interno, dove alcuni uomini stanno sistemando delle candele; sono tutti sulla quarantina e tre spiccano particolarmente perchè indossano un'armatura con i simboli e i colori Lugh.
Purtroppo, nonostante Sir Sigmund sia qui come messo della chiesa di Ezra, resta uno straniero e uno dei preti sembra proprio intenzionato a subissarlo di domande su folletti, elfi o altre creature con cui lui o uno della sua scorta potrebbero essere stati in contatto. 
Se prima c'era il dubbio che qui fossero tutti fanatici, adesso è quasi una certezza.

A quanto pare, Padre Wyan è a casa per vegliare sulle condizioni della figlia Lorelai, ancora provata dagli eventi che l'hanno colpita.
E mentre Alton e Sir Sigmund conferiscono con il prete (o meglio, Sir Sigmund cerca di evitare che Alton decapiti il prete), il riccio Mosè si avventura per la chiesa, raggiungendo le segrete dove trova una giovane ragazza.
La fanciulla, legata e in lacrime, ha una profonda cicatrice che le solca il viso ed è vestita di logori stracci, costretta in una cella puzzolente lontana da tutto e tutti.
Il piccolo riccio non può fare molto, se non tornare giusto in tempo da Oliver, prima che il ragazzino e i suoi compagni vengano scortati dall'Inquisitore.

La casa di Padre Wyan si distingue non solo per le decorazioni sulla facciata, ma anche per le dimensioni e per i novizi che pattugliano l'ingresso dal giardino. 
Una piccola roccaforte nel centro di un paese dimenticato dalla felicità.

L'Inquisitore si confronta con Sir Sigmund, spiegando al giovane che c'è stato un processo e che ci sono diverse prove a carico di Bryonna, tuttavia Sigmund riesce a convincere l'uomo che lasciar confidare Lorelai con una ragazza della sua stessa età potrebbe aiutarla a superare il trauma e, forse per amore paterno, Wyan acconsente a far incontrare Ludmilla e Ziva con Lorelai.
L'uomo accompagna le due ragazze fino alla stanza della figlia, spiegando loro che è a conoscenza degli eventi accaduti a Mordentshire... che sia un avvertimento? Nulla di più facile.

La figlia dell'Inquisitore è una giovane di rara bellezza e grazia e accoglie le due ragazze nella sua stanza. Non passa molto tempo perchè Lorelai si metta a raccontare la sua versione della storia che vede lei e Ivan profondamenti innamorati, fino al fatidico giorno in cui Bryonna le ha portato via Ivan con l'inganno, utilizzando sull'uomo un filtro d'amore o un qualche sortilegio.
Perchè, a detta della stessa Lorelai, diversamente nessuno avrebbe mai potuto innamorarsi di Bryonna poichè la ragazza è brutta e sfigurata da una cicatrice.
Ivan sarebbe stato ammaliato, altrimenti come avrebbe potuto innamorarsi di un'altra?
Ludmilla crede che la ragazza sia fermamente convinta di quel che dice e mentre le due continuano a parlare, Ziva osserva con discrezione la stanza, notando qualcosa dietro al baldacchino del letto.
Stando al racconto di Lorelai, Bryonna era sua amica, non era mai stata lì a casa sua e ora che è tenuta rinchiusa in un luogo sacro, il potere del suo malocchio non ha più effetto.
Per sicurezza, sotto la supervisione di Wyan, la camera di Lorelai viene controllata e le uniche cose sospette che vengono individuate sono una macchia dietro alla testata del letto, qualcosa che Ziva ricollega agli spiriti e dei messaggi scritti su un foglio di carta che il piccolo Mosè recupera da sotto ad un mobile. Ovviamente nessuna di queste cose viene rivelata all'uomo o alla ragazza e l'indagine a casa dell'Inquisitore per quel giorno si conclude.


Ma c'è ancora molto da scoprire e mentre Mosè corre alla locanda da Zephiro, il resto del gruppo decide di dividersi per recuperare più informazioni possibili: Sir Sigmund e Ludmilla andranno a parlare con Bryonna, mentre Alton, Oliver e Ziva si dirigeranno al lago.


Grazie al nuovo amico di Zephiro, il lavapiatti della locanda di nome Marin, vengono alla luce altri tasselli di questo intricato puzzle: Bryonna è orfana, i suoi genitori sono stati uccisi da dei goblin e lei è rimasta ferita sul viso, è stata cresciuta a Kellee da una donna vistana di nome Rima, ma all'età di sei anni è stata condotta a Victal da un cacciatore. Sembra anche che chi ha accusato di stregoneria Bryonna sia una vecchiaccia di Kellee, una donna che a quanto pare vede gente che fa patti con i folletti ovunque. Magari è proprio lei, il folletto...?


Quando Ludmilla e Sigmund raggiungono Bryonna, trovano la ragazza in pessime condizioni, sia fisiche che mentali e si fanno raccontare cos'è accaduto.
La ragazza racconta loro della donna che l'ha cresciuta, del cacciatore che avrebbe testimoniato per lei ma che è stato allontanato dalla città, di Ivan e di tutte le disgrazie che ha subito.
Sir Sigmund dubita fortemente che la ragazza sia malvagia e lo stesso Wyan conferma di non aver percepito traccia di incantesimi o fatture su Bryonna e nemmeno su Ivan, al contrario di ciò che dice Lorelai.
L'Inquisitore concede sette giorni di tempo a Sir Sigmund per trovare delle prove concrete che possano salvare la ragazza, non è molto ma è un tempo sufficiente per raggiungere Kellee e trovare il cacciatore, la vistana, la vecchia e la chierica del luogo, una donna che potrebbe essere dalla parte di Bryonna.



Il lago è uno specchio d'acqua molto grande, con diverse casette di pescatori sulla riva e una piccola spiaggetta. Lì, in quella zona che sembra abbastanza tranquilla, Ziva si avvicina all'acqua e, utilizzando Alton come diversivo, riesce a mettersi in contatto con lo spirito del suo sogno: "Cerca la vistana. Ti saprà indicare il corpo." Il tempo di quelle parole e lo spirito svanisce tra le onde.
Non è molto, ma è qualcosa che va a sommarsi con i pezzi del puzzle.
Alton e Mosè scoprono invece che al centro del lago c'è un'isoletta dove non va mai nessuno, perchè si dice sia abitata da un fantasma. E si dice anche che tutti i pescatori che s avventurano laggiù poi non fanno ritorno.
Un mistero nel mistero? Oppure tutto è collegato?

Nel frattempo Ludmilla e Sigmund vengono a conoscenza di un luogo, lontano nei boschi di Tepest, dove vivono tre sorelle chiamate Il Flagello della Foresta. Un luogo pregno di male da cui tutti si tengono ben alla larga.

Tornati alla locanda, i nostri eroi condividono le loro scoperte e grazie a Zephiro riescono anche a decifrare il messaggio trovato nella stanza di Lorelai.
La stessa frase "Perchè Bryonna mi ha fatto questo"
Tre grafie differenti. 
Una da uomo.
Una tremolante e incerta.
Una da persona erudita.

Un altro tassello che aumenta le domande e non dà alcuna risposta.

Il gruppo è della parte di Bryonna, ma per poterla aiutare dovranno tornare a Kellee e scoprire cos'è successo.



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