Il tempo di uccidere

Quanto deve essere dura per la piccola Ludmilla vedere il padre sprofondare sempre di più nel baratro?
Ludmilla e Timoth sono a conoscenza delle minacce che il padre è costretto a subire, così come sono a conoscenza del coinvolgimento del vecchio alchimista che, di tanto in tanto, si diverte a ricordare al giovane aiutante becchino che presto, forse MOLTO presto, prenderà il posto del padre.
Dura è la vita a Mordentshire.
E non sono per i figli di Baern, anche Laert non se la passa bene, perchè da qualche ora sembra essere scomparso.

I Fratelli Madden sono andati dal macellaio a cercare il loro piccolo compare, ma il ragazzino sembra non essere rientrato a casa... e questo è strano.
Così strano che nel giro di breve, tutta la città si attiva per trovarlo.
Anche Oliver esce in cerca dell'amico, mentre Ludmilla è ormai l'ombra del padre e rimane con lui a casa (meglio non avventurarsi nel buio, vero?), lasciando a Timoth l'onere di unirsi ai bravi cittadini di Mordentshire (sempre che ce ne siano ancora e in effetti, così sembra) per cercare il bambino scomparso.


E mentre la città cerca Laert, Fergus e Konrad corrono alla Gilda con un sacco.
Un sacco non troppo grande, di tela grezza e vagamente bagnaticcio, che contiene un ricordo fresco, fresco: una mano mozzata con sopra il simbolo del traditore.
(Non occorre specificare di chi sia la mano, vero?)
Il giovane Laert è ora cibo per pesci e giace, con molta probabilità, sul fondale melmoso del porto.
Davvero una brutta fine.
Ma come siamo arrivati a questo?
Forse Buongusto potrebbe sapere qualcosa, ma i due fratelli non fanno in tempo ad arrivare al covo del ragazzo perchè vengono fermati, incontrano qualcuno lungo la strada, qualcuno di inaspettato e certamente non di bell'aspetto: un ratto. Ma non un ratto qualunque, no. Un ratto parlante.
Un essere immondo di nome Trogoth, evocato in modo del tutto casuale (ricordate il canto blasfemo nel tempio di Ezra?) che ora si trova con tre padroni: Konrad, Fergus (che ha aiutato il fratello nella cantilena) e... ? Chi è il terzo padrone?
Potremmo azzardare e puntare qualche ramino sul libraio? Forse anche una corona.

Il giorno seguente non è certamente più luminoso e meno uggioso, ma quando le giornate sono luminose a Mordentshire?


Il nostro gruppo di ragazzini si ritrova alla baracca dei fratelli Madden, dove i due raccontano della "questione Rasshan/Buongusto", giurando di vendicarsi di quest'ultimo che incolpano della morte di Laert.
Ma è davvero così?
Fergus ne sembra convinto, così com'è convinto di essere seguito e tenuto d'occhio: la paranoia inizia a stuzzicare anche l'apprendista mercenario, oltre al giovane Oliver.


Ugualmente Ludmilla è in apprensione e torna spesso a casa durante la giornata per controllare che il padre stia bene.
Ed è proprio durante una di queste sue soste che viene a sapere che Timoth si incontra da diverso tempo con una donna della città, una donna più grande di lui e sposata con una delle guardie. Un bel segreto da tenere nascosto se si vogliono evitare altri guai.

In questa strana giornata, Oliver incontra il bel Sorriso e viene a sapere dall'elfo che non gli è possibile uscire dalla città e dai suoi confini, ma chissà cosa intende il bardo: è ovvio che si possa uscire, il padre di Oliver va sempre al fiume a portare legna, no?

Se vi dicessi che forse Oliver non ha colto qualche sfumatura tra le parole di Sorriso?

Certo è meglio perdersi ad ascoltare un bell'elfo piuttosto che inseguire un ratto deforme fino alla casa del libraio, ma non sembrano di questo parere Konrad e Fergus, che correndo da un viottolo all'altro, finiscono per addentrarsi tra le sinistre pareti dell'abitazione del vecchio infame, dove trovano quello che forse è attualmente il suo tesoro più grande: un libro.






Usciti dalla casa, è per loro il momento di chiudere i conti con Buongusto e lo fanno nel più semplice dei modi: uccidendo lui e il suo secondo, lo Scarafaggio.
Altre anime si uniscono alla scia di morti che i due fratelli si stanno lasciando alle spalle e chissà se a loro importa o se gli sta bene così?
Certo ci sono rimasti male quando, tornati da Rasshan, hanno scoperto che sono stati i galoppini della donna a mettere a mare Laert.
Occorreva dare una spintarella alla "ruota Madden", per far sì che togliessero dai giochi Buongusto nel più breve tempo possibile.
Un bello scherzetto, vero?
Ora hanno la loro fetta di porto, ma a che prezzo? Quanto pesano le corone che Russhan ha dato loro?

Naturalmente c'è sempre qualcuno disposto a sacrificare innocenti, come il vecchio alchimista che in questo giorno piovoso riceve nel suo negozio una visita interessante: insieme al giovane Oliver ci sono la figlia del becchino e la figlia della strega, come si diverte a chiamarle.
Forse il vecchio avrebbe potuto essere meno arrogante, forse avrebbe potuto evitare di lasciarsi scappare da quella boccaccia marcia certe parole, fatto sta che ora sa che un pezzo del suo mantello è stato visto altrove, fuori dalla città, vicino alla miniera.
E non ne è contento.


Come non è contento il becchino di ricevere nuove attenzioni dal libraio e dal mercenario guercio: qualcuno ha rubato un prezioso libro e se non salterà fuori in tempi brevi, potrebbe essere il vecchio Baern a pagare.
La scena davanti agli occhi di Ludmilla è orribile e non serve a nulla chiamare le guardie, perchè le guardie sono corrotte e deboli, le guardie non sono lì per il popolo, le guardie fanno quello che dice il soldo. Le guardie sono inutili.
E allora se le guardie sono inutili, è tempo di fare affidamento sulle proprie forze.
Per la prima volta, forse, è arrivato il tempo di uccidere.

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