Il segreto di Wescote

 Mentre i nostri eroi attendono la cena al maniero dei Wescote, Gabrielle li accompagna ai piani superiori per permettere loro di riposare. Anche il secondo piano dell'edificio mostra timidamente gli sfarzi del tempo che fu, tra mobilio antico (qualcuno direbbe vecchio) e lavori di ristrutturazione mai finiti.
La giovane indica le stanze agli ospiti e subito un letto viene occupato da Torre che risente della ferita inferta dal manipolo di goblin; nulla di grave, ma la febbre si alza in fretta e lo costringe ad un riposo forzato.

 


 

La nuova compagnia ha tempo di scambiare qualche parola e Ziva mette sul piatto quelle che a suo avviso sono le attuali grosse carenze del gruppo, come la disorganizzazione e la mancanza di un ordine e una disciplina nel muoversi durante i combattimenti. Non è questione di abilità o capacità individuali, quanto proprio di sapersi muovere in una formazione adatta ad affrontare i pericoli del luogo; è vero che Oliver è un ottimo cacciatore e Ludmilla può fregiarsi di un titolo di tutto rispetto, ma un conto è agire da soli, un conto è muoversi in tanti ed insieme a persone di cui si conosce poco più del nome.

L'attesa del banchetto (a dire della cuoca, superbo), viene ingannata cercando qualche indizio sulla casa, sul conte e sulla misteriosa maledizione.
Oliver e Ziva trovano, durante la loro esplorazione del maniero, quella che era la sala da ballo; un salone finestrato probabilmente molto bello nei suoi anni migliori. Le vetrate sono distrutte, la scala che dal piano terra porta alla balconata su cui sono i ragazzi è distrutta e a terra, tra schegge e vetri frantumati, ci sono dei feticci di paglia e fango, che Oliver distrugge.
Dopo questa piccola opera di pulizia, i due ragazzini trovano il maggiordomo intento a lucidare uno scudo, in quello che sembra un piccolo salottino pulito e ordinato. L'uomo, Douglas Michaels, lavora per il signor Wescote da 35 anni ed è evidentemente fedele al suo padrone. Informa i due che la palude non oltrepassa le mura di pietra che proteggono il perimetro della miniera, ma è un fatto che i segugi siano diventati da poco tempo a questa parte più agguerriti e che si mostrino anche di giorno.

 


 

Nel frattempo, Sir Sigmund è alle prese con la giovane Gabrielle che sta apparecchiando il tavolo nella sala da pranzo (anche questa stanza ha visto giorni migliori, ma è pulita e ordinata). La fanciulla rinnova il suo desiderio di fuggire e Sir Sigmund le promette di portarla a Mordenshire una volta svelato il mistero che affligge il maniero e i suoi abitanti. La ragazza confessa, con un certo timore, che per meglio comprendere cosa sta succedendo è fondamentale assistere alla "visione" nella sua interezza. Non si sbottona ulteriormente sulla faccenda, ma informa Sigmund che anche lei parteciperà alla cena insieme alla guardia del corpo di Wescote, tal Darrel Holmes.

Ludmilla e Alton sono intanto in cucina dalla cuoca, madame Martine Garrett, che odia con la forza di mille soli la povera Gabrielle e adora con la stessa passione il suo padrone, che serve con zelo da 21 anni. Dopo una serie di lusinghe, la cuoca rivela ai due che, per saperne di più sulla questione, dovranno attendere la notte e "vedere per capire". La cuoca afferma anche che dall'arrivo di Gabrielle, lord Wescote ha occhi solo per lei e che, fatalità, da allora i segugi si mostrano anche di giorno. Che sia la gelosia a parlare?
Durante la breve conversazione, Ludmilla nota una scala che porta alla cantina e qualcosa le dice che sarebbe bene tornare a dare un'occhiata.

Poco prima della famosa cena, Gabrielle consegna agli ospiti degli abiti puliti e più consoni per la serata che li aspetta. Certo è strano riceve dei regali così costosi come degli abiti, ma nessuno sembra affatto disturbato da questo dono e anzi, per alcuni di loro non sembra vero di poter indossare qualcosa di colorato e così ricercato.

Il padrone di casa raggiunge i suoi commensali e alcuni di loro non possono non notare diverse stranezze durante la cena: Wescote è in abiti eleganti, ma le sue scarpe e i polsini della camicia sono leggermente sporchi di fango, l'uomo sembra non assaggiare nulla di ciò che ha nel piatto o nel bicchiere e, tra le varie bizzarrie, sembra aver perso la cognizione del tempo e sembra ricordare eventi accaduti in un passato troppo lontano anche per un uomo della sua età. Evidentemente qualcosa non torna e i nostri eroi approfittano del tempo a disposizione per proseguire le indagini.
A quanto pare, il fantasma di Ann Campbell appare ogni notte insieme ai segugi, in un ciclo che sembra senza fine. E mentre Alton cerca di mettere in scacco il padrone di casa, Ludmilla e Sir Sigmund trovano in cantina un quadro, un dipinto antico che raffigura proprio Lord Wescote che, ad oggi, non è cambiato di una virgola se non negli abiti.
Che sia sempre lui, dopo cento e più anni, a calcare ancora questa terra?

 

 

Mentre gli ingranaggi iniziano a girare, Oliver fa visita a Torre che ancora non si è ripreso dalla febbre e riposa con una pezza bagnata sugli occhi, ed è forse a causa di ciò che il ragazzino riceve dall'uomo un casto bacio. Che fosse intenzionale e diretto a lui o meno, il giovane cacciatore non sembra affatto dispiaciuto e sicuramente conserverà il ricordo di quella notte come il più prezioso dei suoi tesori (e se è furbo, anche dei suoi segreti).
Si sarà smosso qualcosa nell'animo di Oliver? Sicuramente avrà modo di pensarci, mentre raggiunge il resto dei compagni nel salottino di lord Wescote.
Che sembri o meno uno scherzo del destino, anche Ziva va a far visita a Torre per controllare la sua ferita e il mercenario sembra perplesso dall'atteggiamento della ragazza, così perplesso da farsi venire il dubbio che, forse, poco fa non c'era lei al suo capezzale (e in effetti...).
Tanto per essere sicuri, prima di baciare nuovamente chicchessia, Torre si scosta la pezza dal viso e questa volta sembra che il bersaglio sia quello giusto, tra la sorpresa e l'imbarazzo di Ziva.
I due scambiano poche parole, perchè il dovere chiama e la giovane torna dai compagni riuniti attorno a lord Wescote. Tra facce sonnolenti e silenzi tesi giungono le 3 di notte che segnano l'ora annunciata. Gli eroi quindi si muovono per assistere alla visione di cui hanno solo sentito parlare: dalla finestra del piccolo salottino, Wescote mostra agli ospiti quello che sembra il fantasma di una donna che fugge verso la foresta, inseguita da un branco di segugi. Mentre l'uomo scosta la tenda, Ludmilla è sufficientemente rapida da riuscire a guardare fuori e scoprire che dietro agli animali in corsa c'è un'altra figura. Che sia Wescote?


 

Il padrone di casa sembra nascondere molti segreti ed è intenzionato a tenerne diversi per sè. Come si può affrontare un'anima in pena da un secolo e un branco di segugi assetati di sangue, se il diretto interessato non collabora?

Qual è la vera storia dietro alla maledizione che grava sulla testa di lord Wescote?


 



 


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